L'adesione alla FCdA della Consulta degli Enti Pubblici di Ricerca per l’Archeologia

di Marco Arizza

Caro Presidente,

care colleghe, cari colleghi,

per prima cosa voglio portare il saluto, a questa Assemblea, di tutti i soci della Consulta degli Enti Pubblici di Ricerca per l’Archeologia, la CEPRA e, in particolare, dei due colleghi Tatiana Pedrazzi e Massimo Cultraro delegati, assieme a me, a partecipare alla Giunta della Federazione.

La Consulta è nata formalmente nel mese di dicembre 2025, per impulso spontaneo di un gruppo di colleghi e raggruppa, ad oggi, circa 40 archeologi che operano al CNR, con l’ambizione di incrementare questo numero, attingendo anche dal bacino degli altri Enti Pubblici di Ricerca afferenti al Ministero dell’Università e della Ricerca: penso ad esempio agli archeologi in forze all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

La caratteristica principale della CEPRA è di riunire archeologi con diversa specializzazione disciplinare, preistorici, protostorici, etruscologi, orientalisti, classicisti, medievisti ecc.  Questo deriva dal fatto che al CNR il personale di ricerca non è incardinato in uno specifico Settore Scientifico Disciplinare ma indica, in nome della libertà della ricerca, i settori ERC nei quali intende svolgere la propria attività, con la possibilità di modificarli nel corso del tempo.

La richiesta di aderire alla Federazione delle Consulte Universitarie di Archeologia, che abbiamo avanzato nel mese di febbraio scorso, trova fondamento nel riconoscimento di una comunanza esistente tra archeologi che afferiscono allo stesso Ministero e che svolgono attività di ricerca in ambito pubblico, seppur con missioni istituzionali differenti: in un caso maggiormente rivolta alla formazione, nell’altro alla ricerca.

Come noto, il rapporto, in ambito archeologico, tra le Università e gli Enti Pubblici di Ricerca si giova di scambi – che si sono sempre rivelati proficui e arricchenti – che prevedono, oltre alle collaborazioni istituzionali su attività progettuali (ad esempio per i PRIN), anche formule maggiormente strutturate, quali le docenze a contratto o in convenzione per i Ricercatori o le Associature di ricerca per gli Universitari. Negli ultimi anni la presenza dei Ricercatori degli EPR ha, inoltre, registrato un sensibile incremento in particolare all’interno dei Collegi dei Docenti dei Dottorati, complice parzialmente il fenomeno dei Dottorati Nazionali che hanno beneficiato dei fondi PNRR, ma non solo.

Alla luce di quanto detto, abbiamo ritenuto opportuno richiedere l’adesione alla Federazione delle Consulte Universitarie di Archeologia, per consolidare le collaborazioni esistenti e per fornire, per quanto di nostra competenza, un contributo alle riflessioni sulla tutela, valorizzazione e comunicazione del Patrimonio archeologico, così come sulla funzione dell’archeologia nella società contemporanea. La presenza di una voce aggiuntiva all’interno della Federazione, crediamo, potrà contribuire a renderla ancora più rappresentativa e autorevole. Concludo quindi ringraziando ancora una volta le altre Consulte e il Presidente della Federazione per l’apertura e l’accoglienza che ci avete voluto riservare in questo consesso.

di Marco Arizza